Il vello d'oro by Robert Graves

By Robert Graves

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Il rifiuto - Considerazioni semiserie di un fisico sul mondo di oggi e di domani

Torino, Einaudi, 1978, 16mo brossura editoriale, pp. 129 (Nuovo Politecnico, ninety nine) . Firma di possesso, lievi sottolineature.

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Portarono via la statua su un rustico letto di rami di pino, coperta con i loro mantelli, giù fino a Iolco. Là raccontarono ai capi minii che il dio li aveva invitati a bere del vino con lui, che all'inizio loro si erano 41 rifiutati, dal momento che secondo la regola dovevano bere solo acqua, ο acqua e miele; ma quello li aveva sopraffatti con la sua insistenza. E non si ricordavano più nulla fino a quando risvegliandosi si erano trovati sdraiati accanto a lui nello stesso letto, con un gran mal di testa e i vestiti inzuppati di vino.

Gli achei accolsero entrambe le rivendicazioni, mentre non riconobbero le pretese di Ares, che odiava Zeus, di essere stato generato da Era per partenogenesi; infatti insistevano su questo punto: ogni dio, eccetto Zeus, doveva avere un padre. La Triplice Dea, comunque, controllava i templi di numerosi altri eroi in tutta la Grecia, e poiché risultò impossibile chiuderli tutti a causa della devozione dei contadini pelasgi, ella fu da allora conosciuta soltanto nella sua nuova figura di Era, consorte di Zeus e protettrice di tutti gli eroi.

Il primo nome che mancava era proprio quello di Zeus. Il motivo era l'episodio increscioso avvenuto qualche anno prima, al tempo del re Atamante, sul Pelio: il dio, per sua sfortuna (così si espresse Pelia), si era fatto sorprendere dalla Madre dalla Testa di Cavalla mentre smaltiva, dormendo, i postumi di un divertente festino; imbarazzato di farsi trovare nudo - infatti, cercando refrigerio ai suoi bollori, aveva gettato via il Vello d'Oro -, le aveva restituito il tempio e si era ritirato sul monte Lafistio con una nuova veste più sobria di lana nera.

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