Storia delle idee politiche economiche e sociali. by A cura di Luigi Firpo

By A cura di Luigi Firpo

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Il rifiuto - Considerazioni semiserie di un fisico sul mondo di oggi e di domani

Torino, Einaudi, 1978, 16mo brossura editoriale, pp. 129 (Nuovo Politecnico, ninety nine) . Firma di possesso, lievi sottolineature.

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109. 63 Cfr. , Werke, 39 Bde. , Op. , 23, p. 181. 64 Cfr. , p. 742. 65 Cfr. Ivi, p. 898 ss. , F. Engels, Werke, 39 Bde. , Op. , 8, p. 505. 61 30 vivere a metà»67. Quel che rimane costante tuttavia, e di cui il capitolo sulla accumulazione originaria studia la genealogia, è la radicale differenza dei due soggetti che «si incontrano» - e il cui rapporto costituisce il capitale. In un altro libro recente in cui è centrale la tematica della «accumulazione originaria», molto influenzato sia da Althusser sia dall’operaismo italiano, Jason Read ha molto insistito sulla produzione di soggettività (ricordiamo quanto abbiamo letto nei Grundrisse: «produzione di capitalisti e di operai salariati») come elemento chiave per il modo di produzione capitalistico: «produzione di soggettività nei due sensi del genitivo; da una parte la costituzione della soggettività, di un particolare comportamento soggettivo, e dall’altra la potenza produttiva della soggettività stessa, la sua capacità di produrre ricchezza»68.

I Grundrisse sono dei quaderni, un primo abbozzo della critica dell’economia politica, in cui all’inizio c’è una parte in cui si critica Proudhon e i proudhoniani e la loro teoria di abolire il denaro e di sostituirlo con delle cedole che segnino le ore di lavoro prestate. Marx critica questa idea poiché interviene sul denaro senza cogliere il fatto che prima della circolazione vi è la produzione. Prendendo le distanze da questi riformismi più o meno radicali, in queste pagine dei Grundrisse Marx costruisce una vera e propria teoria del denaro.

Il contributo di Chakrabarty resta tuttavia di grande importanza: le «due storie del capitale» da lui distinte – l’una (la «Storia 1») interamente dominata dalla temporalità «omogenea e vuota» del «lavoro astratto», l’altra (la «Storia 2») costretta a registrare l’eterogeneità costitutiva del «lavoro vivo» – consentono di approfondire e precisare molte delle tesi qui presentate. In un saggio scritto con Federico Rahola91, ho in particolare cercato di porre in relazione il discorso di Chakrabarty da una parte con l’analisi del rapporto tra il «singolare collettivo» Storia e il plurale delle storie sviluppata da Reinhart Koselleck nella sua storia concettuale della modernità, dall’altra con l’analisi della struttura del tempo storico proposta da Paolo Virno nel suo Il ricordo del presente92.

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